L'Archivio Storico

L’archivio dell’abbazia di San Pietro di Perugia è uno dei complessi documentari più preziosi dell’Umbria, memoria e riflesso del ruolo di assoluta preminenza che il monastero Benedettino ebbe all’interno del contesto politico, economico, sociale, culturale e spirituale della città e del territorio circostante. Giunto a noi grazie alla costante e solerte cura dei monaci alla tenuta delle proprie carte, dichiarato di notevole interesse storico con atto del 21 marzo 1990 da parte della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, il fondo si compone complessivamente di milleottocentoquattro unità, cronologicamente comprese tra il 1002 e il 1934 e si articola in nove serie archivistiche. Comprende i documenti più antichi, a partire dai primi anni dell’XI secolo, in base ai quali si definirono le forme e i titoli giuridici con cui si costituì e si sviluppò il patrimonio fondiario dell’abbazia, atti legati alla vita comunitaria, come verbali capitolari, cronache, memorie, carte personali dei monaci. Presente inoltre materiale relativo alla gestione delle parrocchie soggette al monastero (nomina dei rettori, visite pastorali, atti di natura economica, memoriali, testamenti, inventari, ecc.), ai monasteri Benedettini femminili, atti normativi, di natura fiscale e giudiziaria, contratti, nonché documentazione eterogenea per cronologia e tipologia appartenente a privati e ad altri enti, religiosi e laici, entrati in contatto a vario titolo, nel corso dei secoli, con il monastero Benedettino.

Da segnalare il materiale riferito alla congregazione Cassinese, a cui il cenobio perugino fu legato a partire dal 1436. Preziosa poi tutta la documentazione, reperibile nelle serie “Libri contractuum”, “Protocolli diversi”, “Mazzi”, “Diversi, “Miscellanea” e soprattutto nelle cinquecentocinque unità dei “Libri economici”, legata alla costituzione del patrimonio storico-artistico dell’abbazia e all’amministrazione dell’ingente proprietà fondiaria. Tale patrimonio terriero, come si evince anche dai disegni e mappe presenti nel fondo, si estendeva, per oltre tremila ettari, nella media valle del Tevere e faceva capo alle tre grandi “masse”, ossia San Costanzo, Casalina, Sant’Apollinare, su cui i monaci si applicarono con solerzia e spirito innovativo nella gestione delle colture, la bonifica del territorio, l’allevamento del bestiame, la creazione di infrastrutture e l’impianto di attività produttive. Degno di nota infine è il materiale musicale, costituito da spartiti, manoscritti e a stampa, di musiche profane, vocali, strumentali e solo in piccola parte sacre, che interessano quasi esclusivamente i secoli XVIII e XIX, descritti in un catalogo a stampa realizzato dalla prof.ssa Bianca Maria Brumana[1] nel 1986.

Oltre a tale complesso documentario esiste anche l’“Archivio privato”, costituito da materiale compreso tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del Duemila. La documentazione più recente è quella prodotta dalla comunità Benedettina, tuttora presente ed attiva nel contesto sociale e religioso della città; la maggior parte del materiale, affine per tipologia e cronologia a quello dell’archivio storico, pervenuta in archivio successivamente e a parte, è stata ordinata ed inventariata separatamente.

Il fondo, ordinato ed inventariato, munito di molteplici strumenti di ricerca realizzati nel corso del tempo, (ultimo quello su supporto informatico realizzato negli anni 2002-2006 e rivisto nel 2012), è attualmente consultabile, previa autorizzazione della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, il martedì e il giovedì dalle ore 8.00 alle 14.00.

[1] B. M. BRUMANA, Il fondo musicale dell’archivio di San Pietro di Perugia. Catalogo, Perugia, Regione dell’Umbria-Volumnia Editrice, 1986.

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