La Basilica: i teleri di Antonio Vassillacchi

Dopo un primo apprendistato presso Paolo Veronese, l’Aliense si legò alla bottega di Domenico Tintoretto, figlio di Jacopo, ottenendo numerose commissioni. Tra il 1578 e il 1582 lavorò alla decorazione della sala del Maggior Consiglio nel palazzo ducale di Venezia. Poco prima di accettare la commissione perugina, Domenico e Antonio lavorarono alla decorazione delle pareti e del soffitto dell’Albergo della Scuola dei Mercanti e misero mano a sei grandi tele per la chiesa di Santa Caterina ed ad altri tre dipinti per la chiesa di San Giorgio Maggiore.

Il contratto per Perugia, steso in lingua volgare veneziana, venne stipulato il 5 maggio 1592. Il primo telero a essere realizzato fu quello destinato alla controfacciata, un gigantesco dipinto, di 11 metri per 8, raffigurante il Trionfo dell’ordine benedettino. Concepito in forma di colossale albero genealogico, il dipinto fu forse eseguito su progetto del dotto monaco fiammingo Arnoldo de Wyon, in quegli stessi anni impegnato nella elaborazione di uno schema ragionato della famiglia benedettina; schema che fu pubblicato nel 1595 con il titolo di Lignum vitae, ornamentum et decus ecclesiae. L’apprezzamento per l’opera fruttò all’Aliense la commissione della restante parte del ciclo, dieci grandi tele da sistemare sulle pareti della navata centrale. Il tema prescelto fu questa volta la vita di Cristo messa a confronto con episodi premonitori tratti dall’Antico Testamento.

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