La Basilica: il polittico di Pietro Perugino

Prima degli interventi tardo-cinquecenteschi, che portarono alla radicale trasformazione dell’interno della basilica, la zona presbiteriale era occupata dalla grande macchina d’altare di Pietro Perugino. Smontato per fare posto al nuovo altare il polittico, ridotto in pezzi, fu distribuito in varie parti della chiesa. La tavola centrale andò a occupare la parete di fondo del coro, le tavolette di predella finirono in sagrestia e i due tondi con profeti furono appesi ai lati della porta d’accesso.

Al tempo delle requisizioni napoleoniche, nel 1797, Tinet fece asportare quasi tutti i dipinti, ad eccezione di cinque tavolette facenti parte della predella e tuttora conservate in sagrestia. Trasferiti in Francia, oggi sono distribuiti fra i Musei di Lione, Nantes e Rouen. A parziale risarcimento di questa grave spoliazione giunse nel 1816, acquistato dai monaci di San Pietro, il bellissimo Cristo in Pietà, alienato dai padri agostiniani di Perugia. Oggi, questo straordinario dipinto, opera tarda del Perugino in origine facente parte del colossale polittico di Sant’Agostino, anch’esso smembrato e in buona parte trasferito in Francia, è visibile lungo la navata sinistra.

©Tutti i diritti riservati Fondazione per l'Istruzione Agraria