La Basilica: l'interno

L’interno della chiesa, a tre navate, è di tipo basilicale. Le diciotto colonne su cui poggiano le arcate sono di reimpiego e provengono da edifici di epoca romana; sono databili tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d. C. Stesso discorso vale per i capitelli e per le basi delle colonne. L’aspetto attuale è il risultato degli imponenti lavori di rinnovamento condotti alla fine del Cinquecento per volontà dell’abate don Giacomo da San Felice da Salò. La direzione dei lavori fu affidata all’architetto Valentino Martelli che fece costruire un nuovo altare e spostare il monumentale coro ligneo.

Il rinnovamento riguardò anche la decorazione pittorica delle navate e della zona absidale, coinvolgendo pittori come Giovan Battista Lombardelli, Benedetto Bandiera, Pietro Rancanelli, Giovanni fiammingo. Grande risalto visivo assunsero le tele sistemate nella navata centrale. Di colossali dimensioni, furono realizzate a Venezia (1592-1594) dal pittore greco Antonio Vassillacchi detto l’Aliense che le spedì via mare fino al porto di Pesaro. Un secondo, importante riassetto avvenne nel secolo XIX, quando le navate laterali furono attrezzate per accogliere il vastissimo patrimonio d’arte appartenente ai monaci benedettini. Nacque così quella singolare, straordinaria quadreria seconda soltanto in Perugia, per importanza e quantità di opere, alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

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