La Basilica: l'esterno

L’abbazia benedettina di San Pietro di Perugia è una delle fondazioni monastiche più antiche e prestigiose dell’Italia centrale. Ha svolto un ruolo strategico fondamentale nella politica del Papato durante tutto il medioevo, fino al secolo XIX, quando fu soppressa prima dai Francesi, nel 1793 e nel 1798, poi dal governo italiano nel 1890. La basilica venne edificata sul colle Caprarius (detto anche Calvario) dominante la piana del Tevere; la chiesa primitiva si trovava con ogni probabilità nei pressi di un cimitero cristiano.

Fu a lungo di pertinenza vescovile. Nel VI secolo, stando al racconto di Gregorio Magno, vi fu sepolto Sant’Ercolano, il vescovo-martire fatto uccidere dal re goto Totila per aver guidato la resistenza dei perugini contro l’occupazione della città. Nel 965 il vescovo perugino Onesto cedette la chiesa, che si trovava in cattive condizioni, al primo abate benedettino Pietro Vincioli che ne intraprese la ricostruzione. La data di fondazione viene fatta risalire al 966. Risale quasi certamente a questo periodo la cripta anulare con nicchie che presenta un impianto tipicamente ottoniano.

L’archivio del monastero conserva privilegi papali e diplomi imperiali dei secoli XI e XII che attestano l’importanza e la vitalità raggiunta dalla comunità benedettina nel primi due secoli di vita. L’antica facciata della chiesa, a doppio spiovente, era preceduta da un portico ad arcatelle le cui tracce sono tuttora visibili ai lati dell’attuale porta di ingresso. Una preziosa testimonianza iconografica relativa a questa parte del complesso è contenuta nell’ultimo riquadro degli affreschi di Benedetto Bonfigli realizzato attorno al 1480 nella Cappella del Palazzo dei Priori di Perugia.

 
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