La Basilica: i dipinti del Sassoferrato

Il complesso abbaziale di San Pietro conserva un gran numero di opere del pittore secentesco Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, maestro che ebbe la “capacità di recuperare il senso rituale, reiterato dell’icona” e di trasmetterlo rinnovato alle generazioni future. Si può tranquillamente affermare che la raccolta di dipinti di Sassoferrato visibili in San Pietro sia la più ampia esistente al mondo. Alcune tele si trovano in chiesa, altre nella Galleria Tesori d’Arte. Sassoferrato si presenta come l’erede di Perugino e Raffaello per la purezza formale delle immagini ma anche per la ricerca di uno stile pacato e seducente, adatto al coinvolgimento del pubblico, che ripropone nel Seicento un revival di forme quattro-cinquecentesche.

Tra le opere presenti in San Pietro, particolarmente intensa e suggestiva è la Giuditta della navata sinistra: un’opera che non è esagerato includere tra i capolavori del Seicento italiano. Ma nella navata sinistra si possono ammirare anche l’Annunciazione, che riprende fedelmente, nelle figure dell’angelo e della Vergine, lo scomparto sinistro della predella della Pala Oddi di Raffaello, una copia della Deposizione Baglioni di Raffaello, le figure di Sante Giustina, Caterina e Apollonia, sopra la porta che conduce in sagrestia e i Santi Mauro e Placido, nella navata destra, sopra la porta che conduce in monastero. Questi dipinti sono parte delle dieci telette con santi a mezzobusto commissionate anticamente per l’appartamento abbaziale.

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