Rocca di Sant'Apollinare

La rocca di Sant’Apollinare, ubicata nei pressi del paese di Spina, costituita da un fabbricato unito alla chiesa omonima, situata sopra un poggio e costruita a foggia di una fortezza, da cui il nome di rocca, sembra sia stata edificata a difesa di una nobile famiglia, che poi ne fece dono all’abbazia di Farfa.

Infatti la rocca viene menzionata da Annibale Mariotti che, nelle sue “Memorie storiche delle chiese della città di Perugia”dichiara che fu donata da Ugone, figlio di Alberico e di Tedrada, all’abbazia di Farfa nel 1030.

Nel 1060 la rocca fu ceduta dal monastero di Farfa a quello di San Pietro in Perugia, che ne detenne il possesso fino al 1892, anno di costituzione della Fondazione per l’Istruzione agraria.

All’inizio del secolo XVI fu trasformata in cenobio, i monaci vi si trasferivano nei periodi di peste ed altre epidemie, frequenti in quegli anni. Costruirono un refettorio, la zona a piano terra detta dell’abate e ristrutturarono la chiesa, come si evince dall’esame dei documenti dell’amministrazione del monastero di San Pietro.

Nei primi anni del XVIII secolo nei possedimenti del monastero si assistette ad una grande fioritura economica. La rocca di Sant’Apollinare fu caratterizzata da una notevole produzione agricola, che veniva conservata e stivata sul posto.

 

 

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