Rocca di Casalina

La tenuta di Casalina entrò a far parte del patrimonio del monastero di San Pietro durante il pontificato di Benedetto IX, che andò da novembre 1032 a maggio 1045.
La costruzione della rocca di Casalina, situata nelle vicinanze del paese di Deruta, iniziata intorno all’anno 1315, viene attribuita all’abate Filippo di Montevibiano.

La funzione della rocca, fino alla fine del XIV secolo, fu quella di garantire un edificio fortificato in alternativa al sottostante castello di Casalina, continuamente occupato e distrutto, a protezione del cenobio dei monaci benedettini di San Pietro.

Dentro la rocca fu edificata la chiesa di Santa Maria.

Nel Trecento la rocca, a causa dei fatti di sangue che intercorsero tra l’abate Francesco Guidalotti e Biordo Michelotti, fu saccheggiata e devastata dal popolo, insieme al monastero di San Pietro e alla rocca di Sant’Apollinare.

Dopo l’unione, nel 1436, tra il monastero di San Pietro e la Congregazione di Santa Giustina di Padova, che rappresentò per l’abbazia di Perugia l’inizio di un periodo di splendore in tutti i campi, vennero ricostruiti sia il monastero che le due rocche.

Nelle epoche successive la rocca passò dalla funzione difensiva a quella di luogo di produzione e di trasformazione dei prodotti agricoli provenienti dalla campagna circostante (vennero costruiti granai e magazzini) e divenne luogo di accoglienza di convegni e di visite di religiosi in viaggio lungo la penisola.

Le notizie relative ai periodi successivi al XVI secolo evidenziano soprattutto le attività agricole che si svolgono nella rocca, le trasformazioni dell’edificio in funzione della produzione agraria, la viabilità che viene modificata per favorire l’accesso alla rocca stessa e la costituzione di tutto quel patrimonio culturale e aziendale che verrà poi ripreso e valorizzato dalla Fondazione per l’Istruzione agraria, sorta nel 1892.

Tutti i diritti riservati Fondazione per l'Istruzione Agraria © | realizzato da Creativi Associati