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Fondazione agraria: “Non vogliamo blindare San Pietro”

Il direttore amministrativo Mauro Cozzari spiega in dettaglio il progetto di rilancio del complesso partendo proprio dal pagamento del biglietto

 

“Non abbiamo intenzione di blindare la basilica di San Pietro”. La Fondazione per l’Istruzione agraria, per voce del direttore amministrativo Mauro Cozzari, tiene a chiarire le modalità con cui sarà introdotto, nel prossimo mese di dicembre, il ticket d’ingresso per la chiesa. Un tema che ha fatto partire un dibattito intenso sulla fruizione dei luoghi di culto, sollevando anche diversi venti di polemica. Ma la discussione era necessaria, soprattutto per quanto accade da tempo in molte città d’Europa. “Ho letto le polemiche che si sono scatenate sui social e devo dire che si è ingenerata molta confusione – dice Cozzari -: non c’è alcuna intenzione di far pagare l’entrata al complesso monumentale, qui ha sede anche l’università e non sarebbe certo possibile. Si sta invece parlando di un biglietto solo per visitare la chiesa fuori dagli orari della celebrazione delle funzioni religiose”.

Direttore Cozzari, quindi come sarà gestito l’ingresso ai visitatori nella basilica di San Pietro?

“Negli orari delle messe si accederà liberamente dal portone principale, al di fuori delle funzioni religiose si potrà visitare la chiesa entrando dalla porta adiacente, posizionata sempre nel primo chiostro, e qui si pagherà un biglietto di 5 euro, il ridotto invece sarà di 3 euro per i minori di 14 anni e per le visite di scolaresche. Non ci saranno tornelli o barriere all’ingresso, tutto sarà molto semplice”.

E se un fedele volesse entrare in chiesa fuori dalle funzioni religiose?

“Useremo il buonsenso per gestire ogni situazione, nessuno ha intenzione di far pagare un biglietto a chi entra per pregare o confessarsi”.

Gli introiti a chi andranno e come saranno impiegati?

“Andranno per un terzo ai monaci benedettini e per i rimanenti due terzi alla Fondazione Agraria, istituzione privata e unica proprietaria dell’intero complesso. La Fondazione impiegherà poi gli introiti per la gestione ordinaria e straordinaria e per la promozione”.

Avete in programma una campagna promozionale per veicolare messaggi specifici?

“Sì, vogliamo che il binomio coltura-cultura connoti la visita del complesso monumentale. Vogliamo che chi viene qui, oltre a godere delle bellezze artistiche, la nostra pinacoteca è seconda in Umbria per importanza solo alla Galleria nazionale, si fermi anche a gustare i prodotti realizzati nell’azienda agraria della Fondazione, insomma il concetto storico-artistico si potrà allargare per proporre un’offerta turistica più variegata”.

Quindi la finalità è un rilancio dell’intero complesso partendo proprio dal pagamento del biglietto?

“Certo, la Fondazione punta al rilancio della basilica di San Pietro nell’ottica di una migliore conservazione e di una maggiore fruibilità. Pensiamo tra l’altro che l’intero quartiere ne trarrà vantaggio”.

Si è appena conclusa la mostra “Sassoferrato, dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”. Bilanci?

“Davvero un grande successo, la mostra ha registrato quota 11mila visitatori. Soprattutto è stato un successo insperato”. “Non abbiamo intenzione di blindare la basilica di San Pietro”.

Fonte: Corriere dell’Umbria, edizione di Giovedì 16 Novembre 2017 

Commenti ( 4 )

  1. REPLY
    Cecilia Villanidice

    Perfettamente d’accordo! Negli altri Paesi questo già avviene per l’accesso ai principali monumenti delle città, a volte anche esagerando con la cifra! Credo che qualsiasi persona non si lamenterebbe mai di pagare 2-3 euro per visitare San Pietro, così anche il Duomo di Milano, Santa Maria Novella, Il Duomo di Siena etc etc
    Con tutte le bellezze ed i tesori che abbiamo, basterebbe solo questo per avere fondi per i restauri, ma anche per sviluppare e promuovere il turismo locale e nazionale!
    Sono anni che lo penso.

  2. REPLY
    Bruno Romanodice

    Ottima cosa, il mantenimento del Monastero è un impegno gravoso che dovrebbe vedere coinvolte tutte le persone che hanno a cuore il patrimonio storico-artistico che abbiamo avuto la fortuna di ereditare dalla Comunità Monastica Benedettina. Si tratta di un impegno minimale che, anzi, dovrebbe essere integrato con contributi volontari.

  3. REPLY
    Fabio M. Santuccidice

    In primis, complimenti per il sasso gettato nello stagno. Discutere di queste cose é segno di intelligenza e buona volontà. 5 euro sono pochi o tanti, a seconda di quello che si offre. Se é solo per entrare, é troppo. Matematicamente, é un incremento infinito: 5/0 dà come risultato l’infinito.. Bisogna dare qualcosa: un pieghevole in più lingue, un’audio-guida italiano e inglese, una cartellonistica esplicativa scritta in caratteri e grafica leggibile, comprensibile alla gente normale, senza termini tecnici inusuali. E considerare il costo dell’operazione: se per incassare 20 ingressi = 100 euro, bisogna mettere un’unità di personale, il cui costo é decisamente maggiore, allora forse non conviene. Cmq, saluti e buon lavoro

  4. REPLY
    Massimo Porenadice

    E’ una iniziativa sacrosanta per consentire il reperimento di fondi per la gestione, la manutenzione e, auspicabilmente, l’acquisizione di altre opere d’arte, come fanno tutti le grandi istituzioni internazionali che guardiamo sempre con ammirazione. Il nostro patrimonio merita rispetto a cominciare dal pagare la sua fruizione. Spero che molti altri seguano questo esempio.

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